B-CAD 2026: crisi climatica e città spugna, la bioarchitettura per le città

Dal 4 al 6 settembre 2026 il Roma Convention Center La Nuvola, all’EUR, ha ospitato la terza edizione di B-CAD, la fiera dell’edilizia, dell’architettura e del design: oltre 150 convegni e workshop, con al centro la risposta all’emergenza climatica.
In fiera sono stato intervistato per il format di EPM Edil Piemme, a titolo personale, come bioarchitetto. Abbiamo parlato di:
- città spugna: le soluzioni per adattare le città alla crisi climatica esistono già, dall’accumulo dell’acqua durante le bombe d’acqua alle schermature dal sole. Quello che manca, in Italia, è la consapevolezza dell’urgenza. Per questo dico che prima della rigenerazione urbana serve una rigenerazione umana;
- costruire a basso impatto (l’impatto zero non esiste): uso razionale delle risorse, edifici bioclimatici che rispondono al clima, equilibrio tra involucro e impianti, come nella casa passiva che con XLAM Italia abbiamo costruito nella clubhouse del golf di Martellago;
- materiali naturali come sughero, fibra di legno e lana di pecora, contro quelli di sintesi: da noi la partita si gioca d’estate, e un cappotto in polistirene sposta le emissioni dalla casa alla fabbrica;
- divulgazione, con i corsi itineranti Campo Pratica nei golf club e Salpando si impara in barca a vela, dove le risorse sono limitate e gli spazi condivisi;
- ricreare comunità in città, con spazi di aggregazione inseriti nei concorsi di progettazione, come negli Höfe di Vienna.
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