Barcellona

La città del caos calmo

Quando visito una città sono attratto dal suo carattere… fatto dalle persone, dagli edifici, dallo spazio pubblico, da suoni e odori, dal cibo… tutto quello che si può considerare l’identità di un luogo o, per dirla con Norberg-Schultz, il genius loci.

Quando poi ci torno dopo alcuni anni mi piace coglierne i cambiamenti, in parte dovuti anche al mio diverso punto di vista… ai diversi “occhiali” che indosso, determinati dall’età, dai vissuti, dall’esperienza, dalle persone incontrate nel frattempo, dai libri letti….

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L’Olocene è finito… siamo nell’Antropocene

Dopo 12 milioni di anni siamo nell’era determinata dall’uomo.

È da poco uscito nelle sale il film-documentario che illustra il lavoro di un gruppo di scienziati impegnati a dimostrare che ormai la vita del nostro pianeta è influenzata e determinata dalle azioni umane. Vale a dire che i segni lasciati dall’uomo saranno indelebili e, un ipotetico geologo che decidesse di fare carotaggi e scavare nel suolo terrestre tra qualche millennio, troverebbe i segni del passaggio dell’uomo!

Si potrebbe sintetizzare nella frase: l’impronta umana cambia la geologia.

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Libero professionista o… professionista Libero?

Il mercato del lavoro nella società liquida.

Qualche giorno fa ho letto un articolo in cui ho scoperto che tra i giovani non ci si chiede più “che lavoro fai?” o “di cosa ti occupi?”, ma ci si domanda: “qual’è la tua barra?”. Per barra si intende lo “slash” sulla tastiera, come segno separatore di due o più cose alternative e, nel caso specifico, sta a significare che ormai i giovani fanno almeno due/tre lavori contemporaneamente. 

Si tratta di un cambiamento epocale dovuto all’evoluzione del mercato del lavoro che sta ormai ufficializzando la fine del posto fisso, rimpiazzato da lavori precari e mutevoli rapidamente nel tempo. Ormai si calcola che un giovane che si affacci oggi al mondo del lavoro cambierà, nell’arco della sua vita lavorativa attiva, fino a 15 tipi diversi di lavoro.

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Grand-Tour reloaded

Stage europei per giovani studenti alla scoperta della bioarchitettura

Dal 2012 ho avuto la fortuna di essere chiamato ad organizzare dei viaggi-studio per giovani studenti delle scuole superiori (prevalentemente istituti tecnici per geometri) sul tema della bioarchitettura.

Alcuni docenti illuminati, favoriti da cospicui finanziamenti europei riservati ad alcune regioni considerate “svantaggiate”, hanno voluto fortemente che i loro studenti avessero l’opportunità di vedere cosa succede nel mondo là fuori. Hanno voluto che toccassero con mano stili di vita, modelli di sviluppo e di governance di interi territori, sensibilità sociali e culturali che, in tema di sostenibilità, possono diventare stimolo ed esempio da seguire, adattandole alle nostre latitudini.

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Piazza Libera Tutti Reloaded

Dal masterplan di Save the City a progetto esecutivo del Comune, al cantiere in due lotti.

Finalmente ci siamo! Pochi giorni fa è stato aperto il cantiere per realizzare il primo dei due lotti in cui il progetto esecutivo, radatto degli uffici della Direzione Ambiente, ha diviso le opere di riqualificazione della Piazza.

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Nôtre-Dame reloaded

I progetti per Nôtre-Dame sulla rivista della Fondazione Bioarchitettura.

Durante la scorsa Pasqua sono stato a Parigi pochi giorni dopo il nefasto incendio alla copertura della Basilica.

A macerie ancora fumanti mi è stato chiesto se avevo voglia di scrivere un articolo per la rivista Bioarchitettura.

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Bioarchitettura: scienza non magia

Articolo di SIlvia Zamboni su “l’EcoFuturo Magazine”.

A pag. 34 del numero di maggio-giugno 2019 della rivista l’EcoFuturo, Silvia Zamboni ha scritto un bell’articolo sulla bioarchitettura in cui, tra i tanti argomenti, cita anche alcune mie riflessioni e considerazioni emerse durante una piacevole intervista a tutto campo.

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Come “sentirsi” isolati

Quello che va saputo sull’isolamento acustico per non accontantarsi del “sentito dire”.

Come anticipato nell’articolo precedente, vorrei fare chiarezza sul tema dell’acustica in edilizia che, negli ultimi anni, è stato fonte di numerosi contenziosi risoltisi nelle aule dei tribunali, con seri dolori per alcuni dei protagonisti.

La causa generale, a parte casi specifici, è il combinato disposto di una accresciuta sensibilità della gente verso il comfort acustico, di una normativa articolata e complessa, di una prassi di cantiere spesso poco sensibile all’argomento.

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Come “isolarsi” davvero

I punti critici da considerare per avere un buon isolamento

Nell’ultimo post ho fatto una carrellata introduttiva sul tema dell’isolamento termico degli edifici, considerando le varie tipologie possibili di materiali da utilizzare e le tecnologie più idonee, a seconda del risultato che si vuole ottenere.

Oggi voglio affrontare i punti critici di qualunque isolamento che, se non ben risolti, rischiano di vanificare gli effetti di tutta l’operazione e far buttare via i denari investiti, per non parlare di eventuali danni che possono insorgere a carico dell’edificio oggetto dell’intervento.

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