Grand-Tour reloaded

Stage europei per giovani studenti alla scoperta della bioarchitettura

Dal 2012 ho avuto la fortuna di essere chiamato ad organizzare dei viaggi-studio per giovani studenti delle scuole superiori (prevalentemente istituti tecnici per geometri) sul tema della bioarchitettura.

Alcuni docenti illuminati, favoriti da cospicui finanziamenti europei riservati ad alcune regioni considerate “svantaggiate”, hanno voluto fortemente che i loro studenti avessero l’opportunità di vedere cosa succede nel mondo là fuori. Hanno voluto che toccassero con mano stili di vita, modelli di sviluppo e di governance di interi territori, sensibilità sociali e culturali che, in tema di sostenibilità, possono diventare stimolo ed esempio da seguire, adattandole alle nostre latitudini.

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Piazza Libera Tutti Reloaded

Dal masterplan di Save the City a progetto esecutivo del Comune, al cantiere in due lotti.

Finalmente ci siamo! Pochi giorni fa è stato aperto il cantiere per realizzare il primo dei due lotti in cui il progetto esecutivo, radatto degli uffici della Direzione Ambiente, ha diviso le opere di riqualificazione della Piazza.

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Nôtre-Dame reloaded

I progetti per Nôtre-Dame sulla rivista della Fondazione Bioarchitettura.

Durante la scorsa Pasqua sono stato a Parigi pochi giorni dopo il nefasto incendio alla copertura della Basilica.

A macerie ancora fumanti mi è stato chiesto se avevo voglia di scrivere un articolo per la rivista Bioarchitettura.

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Bioarchitettura: scienza non magia

Articolo di SIlvia Zamboni su “l’EcoFuturo Magazine”.

A pag. 34 del numero di maggio-giugno 2019 della rivista l’EcoFuturo, Silvia Zamboni ha scritto un bell’articolo sulla bioarchitettura in cui, tra i tanti argomenti, cita anche alcune mie riflessioni e considerazioni emerse durante una piacevole intervista a tutto campo.

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Come “sentirsi” isolati

Quello che va saputo sull’isolamento acustico per non accontantarsi del “sentito dire”.

Come anticipato nell’articolo precedente, vorrei fare chiarezza sul tema dell’acustica in edilizia che, negli ultimi anni, è stato fonte di numerosi contenziosi risoltisi nelle aule dei tribunali, con seri dolori per alcuni dei protagonisti.

La causa generale, a parte casi specifici, è il combinato disposto di una accresciuta sensibilità della gente verso il comfort acustico, di una normativa articolata e complessa, di una prassi di cantiere spesso poco sensibile all’argomento.

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Come “isolarsi” davvero

I punti critici da considerare per avere un buon isolamento

Nell’ultimo post ho fatto una carrellata introduttiva sul tema dell’isolamento termico degli edifici, considerando le varie tipologie possibili di materiali da utilizzare e le tecnologie più idonee, a seconda del risultato che si vuole ottenere.

Oggi voglio affrontare i punti critici di qualunque isolamento che, se non ben risolti, rischiano di vanificare gli effetti di tutta l’operazione e far buttare via i denari investiti, per non parlare di eventuali danni che possono insorgere a carico dell’edificio oggetto dell’intervento.

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Facile ristrutturare? Niente affatto!

Tutte le insidie di un’attività apparentemente semplice

Quando il noto volto televisivo appare negli spot per convincere che ristrutturare una casa, un ufficio o altro luogo di lavoro è facile e costa poco (a partire da 250,00 €/mq se ricordo bene) la totalità degli operatori del settore cambia canale o schiaccia il telecomando sotto una pedata ben assestata.

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L’Uomo connesso

il filo che lega Leonardo da Vinci a Van Gogh

Quest’anno ricorre il cinquecentenario della nascita di Leonardo da Vinci, a mio avviso il più grande genio di tutti i tempi. 

L’uomo frutto di quell’irripetibile momento storico che fu il Rinascimento, che seppe integrare le arti con la scienza, il bello con l’utile, l’osservazione con la parola… 

Sappiamo tutti quello che fece Leonardo, più o meno, ma non tutti sanno qual era la sua caratteristica fondamentale, l’intuizione su cui basò tutta la sua ricerca e la sua copiosissima produzione.

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Paris… alti e bassi!

La città vista dai tanti edifici “panoramici” da cui è possibile percepire la grandeure, vera identità di un popolo.

Ricordo delle riflessioni di Le Corbusier sulle “visioni“ dell’architettura, in cui notava le differenze tra percepire un’architettura, edificio, città, paesaggio, a seconda della modalità con cui ci si muoveva al suo intorno/interno.

Proviamo ad attualizzare queste riflessioni facendo un upgrade ad oggi.

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