Progettare la transizione energetica al 2030

Ordine degli Architetti di Firenze
Ad aprile 2026, alla Palazzina Reale di Firenze, l’Ordine e la Fondazione Architetti hanno dedicato due giornate di studio a Progettare la transizione energetica al 2030:
- 1° aprile: Quali paesaggi per il futuro
- 8 aprile: Effetti sul territorio
I seminari sono stati curati dalla commissione DAPA (Dibattito Architettura Paesaggio Ambiente), dal gruppo Innovazione Paesaggi Urbani e Spazi Aperti coordinato da Roberta Destrero e dal gruppo Architettura 2030, che coordino.
Immagine: Ordine e Fondazione Architetti Firenze.
La transizione ormai è urgente.
Ma va governata in termini qualitativi, non solo quantitativi: altrimenti rischiamo stalli o conflitti tra istituzioni, cittadini e privati. Nella prima giornata, come ha raccontato La Nazione, sono intervenuti tra gli altri Paolo Pileri (Politecnico di Milano) sul consumo di suolo e il depaving, Fausto Ferruzza (Legambiente Toscana), Michele Munafò (ISPRA), Daniela Moderini, Jose Luis Pancorbo (CNR-IBE) sulle isole di calore e i pannelli solari, e Paolo Picchi (DIDA, Università di Firenze).
Nella seconda giornata ho moderato gli interventi, dedicati soprattutto all’agrivoltaico:
- Aldo Dal Pra’ (CNR-IBE): la ricerca agraria e il contributo alla decarbonizzazione;
- Angelo Chemin: agrivoltaico, paesaggio e ambiente, il caso di Rosà;
- Enrico Palchetti: gli aspetti agronomici nella progettazione degli impianti;
- Mauro Badii e Monica Luperi: l’esperienza di San Giuliano Terme;
- Saverio Venturelli e Giuseppe Trinchera (ISPRA): le linee guida per gli studi di impatto ambientale di fotovoltaico e agrivoltaico;
- Michele Cornieti (Soprintendenza): qualità del paesaggio, cultura del progetto e fonti rinnovabili.
Immagine: Ordine e Fondazione Architetti Firenze.
Fonti:



