Barcellona

La città del caos calmo

Quando visito una città sono attratto dal suo carattere… fatto dalle persone, dagli edifici, dallo spazio pubblico, da suoni e odori, dal cibo… tutto quello che si può considerare l’identità di un luogo o, per dirla con Norberg-Schultz, il genius loci.

Quando poi ci torno dopo alcuni anni mi piace coglierne i cambiamenti, in parte dovuti anche al mio diverso punto di vista… ai diversi “occhiali” che indosso, determinati dall’età, dai vissuti, dall’esperienza, dalle persone incontrate nel frattempo, dai libri letti….

Quando la città è Barcellona il carattere che si percepisce con più forza ed evidenza è senza dubbio la tenacia e la perseveranza. 

Il simbolo assoluto di ciò è senza dubbio la Sagrada Familia, la chiesa che progetto e iniziò a costruire Antoni Gaudì, che negli ultimi mesi di vita ci dormiva e ci lavorava un uno studiolo che aveva allestito e che è ancora lì, visibile ai visitatori.

Un cantiere infinito che avanza negli anni e sarà terminato nel 2026!

Una straordinaria opera, per dimensioni e per significato simbolico, pensata da un visionario che ha incrociato competenze tecniche di ingegneria, passioni e fede religiosa, amore per la natura… in un’impresa chè va oltre la sua vita e con un atteggiamento che ricorda molto quello di Leonardo. 

Soprattutto nell’ispirarsi alle forme della natura, nella maniacale osservazione delle infinite manifestazioni che lui riproduce disegnandole e realizzando modelli, o conserva raccogliendo frutti, bacche, scheletri, rami…

Il modo in cui la natura ha risolto alcuni problemi e ha agito per rispondere a sollecitazioni ambientali, mettendo in campo soluzioni perfette e sperimenatte sul campo, è il faro di Gaudi.

Rimane uno dei massimi esponenti dell’architettura organica che, nella sua manifestazione esteriore, giunge allo stile floreale in un’epoca che vedrà l’affermarsi del Liberty in Inghilterra, dell’Art Nouveau in Francia, del modernismo catalano appunto…

Non solo fiori e foglie ma forme curve e sinuose, superfici irregolari e scabre  che la luce rende vibranti, colori che rilassano e rallegrano lo spirito, spazi che non sono mai uguali tra loro al cui interno si vivono emozioni.

La natura pervade la città anche in senso fisico, con una grande presenza di verde urbano, sia pubblico che privato, molto rigoglioso per via delle favorevoli condizioni climatiche e per la vicinanza del mare.

Anche nei giardini privati si nota una grande cura del verde, con palme, alberi da frutto, siepi ben tenute, fiori….

Ma l’apoteosi dell’integrazione tra natura e costruito è senz’altro il Parc Guell, sempre a firma Gaudi, in cui porticati, passaggi aerei, ponti, scalinate, edifici di servizio, sedute, cancellate, terrazze belvedere si esaltano in una sinfonia di forme e colori per e con la natura rigogliosa e principale protagonista. È la regina al cui cospetto l’architettura si inchina.

Una caratteristica di Barcellona che si percepisce con tutti i sensi, la si vede, la si sente e la si respira… è la tolleranza.

Girando per le strade sempre affollate ma mai intasate, ampie e scorrevoli, con larghi spazi pedonali, si assiste allo spettacolo dell’integrazione e del multiculturalismo come raramente accade.

Un fluire calmo di un caos di etnie, religioni, colori, linguaggi, costumi… che solo le città di mare riescono ad accogliere e far convivere in un processo di crescita continua che nasce dal confronto e dall’incontro quotidiano.

Come tutte le città di mare accoglie chi arriva e saluta calorosamente chi parte e lascia un pezzo di sè a terra.

Ma quando si sta a braccia aperte per accogliere chi arriva è necessario piantare bene i piedi per terra, per non sbilanciarsi e radicarsi di più nel proprio presente. Solo così si potranno ricevere come benefici gli influssi esterni, senza rischiare di sbiadire o cancellare il carattere che alla città ha dato la storia.

È un’immagine chiara ed efficace, che può essere rappresentata anche come un albero che affonda le sue radici nella storia e protende la sua chioma verso l’infinito del futuro.

Più ci si apre all’altro che arriva e più si rafforza il proprio senso di appartenenza al luogo in cui si vive. Ed è proprio quello che succede ai catalani, aperti verso tutti ma orgogliosi del loro indipendentismo!

Indipendentismo che si respira ad ogni passo, guardando le coccarde gialle appese ai balconi o ai davanzali, le scritte che chiedono la liberazione dei prigionieri politici, la declamazione di un anziano signore col bastone, di fronte al palazzo del Parlamento catalano che elenca a memoria tutti i nomi dei prigionieri politici, intercalandovi la parola “libertad”, e alla fine canta l’inno dei catalani con la gente che si ferma e canta con lui!

 Uno slancio verso l’indipendenza che mi ricorda quello visto in Corsica, che però qui è calmo, costante e tenace, senza violenza… in un fluire tranquillo ma inesorabile, un caos calmo.

La gente per strada non è stressata, quando è povera rimane dignitosa, quando è ricca non ostenta.

Appena giunto in Italia invece l’autista del bus shuttle che ci portava dall’aeroporto in città urla e sbraita con gli altri automobilisti che non gli danno la precedenza!

wellcome home my friends!

e.r.g.o.

 

 

p.s.: e.r.g.o. è l’acronimo del mio nuovo essere digitale e significa egidio raimondi green optimizer… quello che faccio lo spiego nelle sezioni del blog e nei prossimi post!

Se non vuoi aspettare e hai qualcosa di urgente da chiedermi non esitare a contattarmi scrivendomi a egidio@egidioraimondi.com oppure lascia un commento.

 

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