Posts in "Formazione" Category

Alberi a Natale

Quest’anno non addobbarli….piantali!

E anche quest’anno siamo arrivati a Natale. E come tutti gli anni migliaia di abeti saranno tagliati per stare nelle case, addobbati con mille colori e luci per un mese, per poi essere buttati via e smaltiti a spese della collettività.

Certo, c’è chi poi li ripianta, c’è chi si sottrae a questa pratica usando gli alberi artificiali e l’ambiente è salvo. 

Ma si può fare di più. Si può cambiare il paradigma ribaltando completamente il rapporto uomo/albero dalla logica di prendere a quella di dare qualcosa al nostro pianeta che poi, di conseguenza, ci ritorna indietro come risorsa.

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Copenaghen

Una città su due ruote!

Scrivo queste note a tre anni di distanza ma con il ricordo ancora nitido di una città che, nonostante il clima dovuto alla sua latitudine, ha una dimensione talmente a misura d’uomo, ma forse dovrei dire a misura di donna, che ti fa sentire subito a casa.

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Epigenetica

epigenetica

L’ambiente influenza la nostra salute e noi cosa facciamo? …possiamo influenzare l’ambiente.

Sono ormai vent’anni che numerosissimi studi hanno portato all’evidenza scientifica il fatto che molte, se non tutte, le patologie di cui l’umanità soffre sono influenzate e spesso generate dalle condizioni ambientali in cui viviamo.

La cosa è interessante perchè chiama in causa in modo diretto chi progetta e governa gli ambienti di vita: gli amministratori pubblici e gli architetti.

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L’Olocene è finito… siamo nell’Antropocene

Dopo 12 milioni di anni siamo nell’era determinata dall’uomo.

È da poco uscito nelle sale il film-documentario che illustra il lavoro di un gruppo di scienziati impegnati a dimostrare che ormai la vita del nostro pianeta è influenzata e determinata dalle azioni umane. Vale a dire che i segni lasciati dall’uomo saranno indelebili e, un ipotetico geologo che decidesse di fare carotaggi e scavare nel suolo terrestre tra qualche millennio, troverebbe i segni del passaggio dell’uomo!

Si potrebbe sintetizzare nella frase: l’impronta umana cambia la geologia.

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Libero professionista o… professionista Libero?

Il mercato del lavoro nella società liquida.

Qualche giorno fa ho letto un articolo in cui ho scoperto che tra i giovani non ci si chiede più “che lavoro fai?” o “di cosa ti occupi?”, ma ci si domanda: “qual’è la tua barra?”. Per barra si intende lo “slash” sulla tastiera, come segno separatore di due o più cose alternative e, nel caso specifico, sta a significare che ormai i giovani fanno almeno due/tre lavori contemporaneamente. 

Si tratta di un cambiamento epocale dovuto all’evoluzione del mercato del lavoro che sta ormai ufficializzando la fine del posto fisso, rimpiazzato da lavori precari e mutevoli rapidamente nel tempo. Ormai si calcola che un giovane che si affacci oggi al mondo del lavoro cambierà, nell’arco della sua vita lavorativa attiva, fino a 15 tipi diversi di lavoro.

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Grand-Tour reloaded

Stage europei per giovani studenti alla scoperta della bioarchitettura

Dal 2012 ho avuto la fortuna di essere chiamato ad organizzare dei viaggi-studio per giovani studenti delle scuole superiori (prevalentemente istituti tecnici per geometri) sul tema della bioarchitettura.

Alcuni docenti illuminati, favoriti da cospicui finanziamenti europei riservati ad alcune regioni considerate “svantaggiate”, hanno voluto fortemente che i loro studenti avessero l’opportunità di vedere cosa succede nel mondo là fuori. Hanno voluto che toccassero con mano stili di vita, modelli di sviluppo e di governance di interi territori, sensibilità sociali e culturali che, in tema di sostenibilità, possono diventare stimolo ed esempio da seguire, adattandole alle nostre latitudini.

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Bioarchitettura: scienza non magia

Articolo di SIlvia Zamboni su “l’EcoFuturo Magazine”.

A pag. 34 del numero di maggio-giugno 2019 della rivista l’EcoFuturo, Silvia Zamboni ha scritto un bell’articolo sulla bioarchitettura in cui, tra i tanti argomenti, cita anche alcune mie riflessioni e considerazioni emerse durante una piacevole intervista a tutto campo.

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Come “sentirsi” isolati

Quello che va saputo sull’isolamento acustico per non accontantarsi del “sentito dire”.

Come anticipato nell’articolo precedente, vorrei fare chiarezza sul tema dell’acustica in edilizia che, negli ultimi anni, è stato fonte di numerosi contenziosi risoltisi nelle aule dei tribunali, con seri dolori per alcuni dei protagonisti.

La causa generale, a parte casi specifici, è il combinato disposto di una accresciuta sensibilità della gente verso il comfort acustico, di una normativa articolata e complessa, di una prassi di cantiere spesso poco sensibile all’argomento.

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Come “isolarsi” davvero

I punti critici da considerare per avere un buon isolamento

Nell’ultimo post ho fatto una carrellata introduttiva sul tema dell’isolamento termico degli edifici, considerando le varie tipologie possibili di materiali da utilizzare e le tecnologie più idonee, a seconda del risultato che si vuole ottenere.

Oggi voglio affrontare i punti critici di qualunque isolamento che, se non ben risolti, rischiano di vanificare gli effetti di tutta l’operazione e far buttare via i denari investiti, per non parlare di eventuali danni che possono insorgere a carico dell’edificio oggetto dell’intervento.

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