#iorestoacasa ma…

…siamo sicuri che la casa sia un luogo sicuro?

Lo slogan che al tempo della pandemia di Corona virus ci invita a restare a casa e limitare i contatti con altri soggetti, al fine di favorire il contenimento del contagio, ci offre l’occasione per chiederci quanto le nostre case siano realmente vivibili e, perchè no, valutare quanto siano sicure.

Non è per sciacallaggio ma è certo che gli ultimi drammatici eventi hanno aumentato la sensibilità delle persone sui temi della salubrità degli ambienti indoor, in cui trascorrono oltre l’ottanta per cento della loro vita, in condizioni normali (dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità). 

Il momento quindi è opportuno per dare informazioni chiare e semplici, pur mantenendo il rigore e l’autorevolezza necessari, che possano aiutare chi ci legge a valutare la qualità degli ambienti in cui vive, ed eventualmente porre in essere azioni migliorative, che vadano dalle semplici abitudini e buone pratiche fino a interventi di risanamento e “bonifica” in occasione di lavori di ristrutturazione e/o manutenzione, ordinaria o straordinaria.

Per maggior chiarezza ho diviso i contenuti di queste note in paragrafi, distinti per argomenti specifici, in modo da favorire una lettura più immediata e diretta.

Virus e inquinamento

Molti hanno notato la corrispondenza tra le aree maggiormente colpite dal virus e i livelli di inquinamento dell’aria in quelle stesse aree. Il prof. Ernesto Burgio sostiene che, benchè ad oggi non ci sia evidenza di una diretta correlazione tra inquinamento e virus, si può ipotizzare che esista un effetto sulle persone che contraggono il virus. In pratica chi vive in quelle aree è soggetto da anni a fattori inquinanti importanti e si trova ad avere organi esposti, come i polmoni, a particolato ultrafine metalli pesanti e altri inquinanti, risultando più vulnerabili agli effetti del virus poichè presentano una reattività immuno-infiammatoria particolarmente alterata.

Insomma l’inquinamento non agisce sul virus ma sull’organismo che lo ospita.

Nelle immagini, di cui ringrazio l’amico ing. Sergio Berti che le ha diffuse, si vede come sia migliorata l’aria nelle zone maggiormante colpite in un solo giorno!

Inquinanti indoor

Le sostanze che possono alterare in peggio la qualità dell’aria in ambienti chiusi sono numerosissime, spesso inaspettate e di varia natura.

Sostanzialmente possono essere di origine biologica, cioè legata agli occupanti  “viventi” dello spazio (persone, animali e piante), oppure di tipo strutturale legati ai materiali da costruzione con cui sono stati realizzati gli ambienti (finiture e impianti), o ancora legati all’uso degli ambienti, come nel caso dei processi di combustione per la cottura dei cibi, dei prodotti per le pulizie, dell’uso degli elettrodomestici o dei dispositivi elettronici per telecomunicazioni. 

Cercheremo di affrontarli singolarmente in modo che ciascuno possa sfruttare l’opportunità dello stare a casa per analizzare la propria situazione abitativa e valutare le opportune modifiche migliorative.

Contaminanti di origine biologica

Il corpo umano e gli animali domestici possono emettere composti chimici, i bioeffluenti, che generalmente non raggiungono concentrazioni dannose per la salute. Ma il sovraffollamento, in assenza di adeguata ventilazione, può portare alla percezione sgradevole dell’aria e a concentrazioni di CO2 che peggiorano la qualità dell’aria, rendendola “viziata”.

Altri contaminanti biologici derivano dalla desquamazione della pelle e dall’emissione di micro goccioline di saliva con il parlare, la respirazione, la tosse e lo starnuto… che rimangono sospese in aria e possono veicolare agenti infettivi di varia tipologia. Anche gli animali domestici contribuiscono con perdita di pelo, forfora, saliva, urina…. oltre a tutto quello che raccolgono all’esterno e portano in casa, non avendo le scarpe!

Effetti dei VOC sulla salute 

Data la varietà dei Composti Organici Volatili (VOC) che possiamo trovare in ambiente, non è facile individuare tutte le patologie in cui abbiano un ruolo diretto, anche in concomitanza con altri effetti di altra natura.

Ad oggi si sa che gli effetti sulla salute sono un’ampia gamma e vanno dal disagio sensoriale, alle allergie e ipersensibilità, fino a patologie molto gravi, per elevate concentrazioni, a carico del sistema nervoso centrale, per arrivare alle patologie oncologiche.

Molti VOC sono riconosciuti come cancerogeni per l’uomo, come il benzene e i tri e tetra-cloroetileni, soprattutto a causa della lunga permanenza in abienti confinati (l’OMS parla di oltre l’80% della nostra vita).

Benchè molte normative impongano soglie di sicurezza alle emissioni di VOC, da certificare a carico del produttore all’atto dell’immissione in commercio, non mi stancherò mai di ripetere che nessuna norma potrà mai prevedere il cocktail di sostanze che ciascuno di noi metterà in ambiente quando realizzerà, arrederà e vivrà il suo spazio. Occorre quindi usare il buon senso, essere preparati e competenti e rivolgersi a professionisti e imprese altrettanto sensibili e competenti, senza mai dimenticare il principio di precauzione!

 

Come ridurre l’esposizione ai VOC?

L’azione più importante ed efficace è scegliere con cura i materiali con cui si costruisce, ristruttura, rinnova la propria casa e gli altri spazi di vita al chiuso, affidandosi a progettisti e imprese idonei e competenti, inserendo tra i parametri di scelta quello della salute, ridimensionando il parametro dei costi, che nel caso dei materiali convenzionali non considera quelli indiretti, come la mancanza di comfort, i costi sanitari, i costi ambientali per inquinamento ed eventi connessi con i cambiamenti climatici.

In particolare si raccomanda di:

  • ridurre al minimo sistemi che prevedano l’uso di colle prediligendo sistemi a secco (moquette, parquet, rivestimenti, strutture portanti e divorie degli spazi,
  • utilizzare vernici e pitture con solventi a base di terpene di agrumi o altre sostenze di origina naturale (le vernici all’acqua contengono sostanze antimuffa e funghicide,
  • garantire una corretta ventilazione degli ambienti, naturale o meccanica,
  • garantire la corretta manutenzione dell’impianto di riscaldamento e condizionamento , della cucina e altri dispositivi analoghi,
  • mantenere sempre in buona efficienza sistemi di tiraggio naturale come le canne fumarie di camini, stufe ecc,
  • mantenere temperatura e umidità ai giusti livelli,
  • non fumare negli ambienti chiusi,
  • ridurre l’uso di prodotti per la pulizia a base di sostanze aggressive come candeggina, ammoniaca, ecc…preferendo l’alta temperatura in alternativa,

Agenti microbiologici

Il rischio biologico deriva dalla presenza in ambienti chiusi di microorganismi (funghi, batteri, virus, parassiti…), allergeni (acari e altri allergeni di origine animale e vegetale) e muffe.

I rischi per la salute sono classificati in tre livelli: allergico, tossico, infettivo e gli effetti possono manifestarsi in funzione delle condizioni fisiche e la suscettibilità di ciascun individuo.

La presenza di agenti microbiologici è possibile fonte di trasmissione di alcune malattie epidemiche (influenza, varicella, morbillo, polmonite, legionellosi ecc… 

I microorganismi che possono essere presenti nell’aria ambiente sono:

  • batteri di origine ambientale appartenenti ai generi Bacillus o Micrococcus
  • batteri appartenenti ai generi Mycrobacterium
  • batteri gram-negativi aerobi del genere Legionella (la pneumophila è la più diffusa)
  • microorganismi del genere Staphylococcus, Candida, Clostridium
  • virus
  • endotossine e micotossine

I più comuni allergeni sono:

  • acari della polvere
  • derivati epidermici di animali domestici
  • scarafaggi
  • funghi o miceti

La presenza di funghi è associata a condizioni ambientali con elevata umidità relativa che favorisce il loro attecchimento e la loro proliferazione. Le muffe possono provenire da frutta e verdura mal conservate e annidarsi su carte da parati, tappeti, terriccio. Le principali conseguenza sono l’asma, la congiuntivite, le riniti, le dermatiti…

Infine negli ambienti chiusi possono penetrare dall’esterno, attraverso le finestre e/o gli impianti di ventilazione, i pollini soprattutto nelle stagioni con maggiore densità di efflorescenze.

Processi di combustione

Molte attività svolte negli ambienti chiusi contribuiscono ad inquinarne l’aria. Tra questi ci sono processi di combustione come il fumo da sigaretta, il fuoco del caminetto, i fornelli del piano cottura, alcune stufe o altri sistemi per il riscaldamento degli ambienti…

Questi processi contribuiscono all’aumento della concentrazione di ossido e biossido di azoto (NO e NO2), anidride carbonica (CO2) e monossido di carbonio (CO). 

In particolare il fumo di tabacco produce importanti concentrazioni di nicotina, sostanze irritanti, tossiche e cancerogene.

Negli ultimi tempi, data la diffusione di caminetti, caldaie e stufe a biomassa, è aumentato l’interesse della comunità scientifica per i fenomeni di inquinamento connessi, costituiti per lo più da monossido di carbonio, composti organici volatili (COV), particolato fine carbonioso (soot) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

Elettrosmog

Nelle nostre case conviviamo con una lunga lista di dispositivi che emettono radiazioni elettromagnetiche: oltre agli smartphone e ai tablet abbiamo modem WiFi, telefoni cordless, forni a microonde, piani di cottura a induzione, rasoi elettrici, asciugacapelli…

Ognuno di essi ha emissioni conformi alle vigenti normative ma l’effetto dovuto all’uso combinato di essi non può essere previsto da alcuna legge e quindi è opportuno adottare alcuni accorgimenti.

  • dal forno a microonde (alta frequenza) esce dalla parte frontale e quindi è opportuno non sostare davanti all’apparecchio in funzione e controllare che a chiusura e le guarnizioni siano in buono stato;
  • il piano cottura a induzione (media frequenza) funziona creando campi magnetici che vengono trasmessi al fondo delle pentole inducendo un effetto termico ma, una parte di queste radiazioni non viene assorbita dalle pentole e quindi è preferibile usare le piastre posteriori e tenersi ad una certa distanza dal piano cottura (almeno 10 cm); 
  • l’intensità del campo magnetico si riduce con il quadrato della distanza e quindi per modem WiFi e telefoni cordless (alta frequenza) già ad un metro di distanza è molto basso. É preferibile quindi non tenerli sul comodino e comunque lontani da zone in cui le persone sostano a lungo, e spegnere il modem di notte;
  • i telefoni cellulari (alta frequenza) vanno tenuti lontani dalla testa e quindi usare auricolari o viva voce, preferire una line afissa se possibile, mettere in modalità aereo durante la notte o lasciarlo in un’altra stanza, evitare l’uso in auto perchè nel chiuso dell’abitacolo si concentra una grande quantità di radiazioni dato che il telefono deve utilizzare la massima potenza per rimanre agganciato alla linea.

Ricambio dell’aria

E’ importante garantire un buon ricambio d’aria in tutti gli ambienti, perchè nei nostri ambienti si producono e si annidano molte sostanze nocive rendendo l’aria spesso peggiore di quella esterna da cui ci si difende tenendo serrate le finestre.

come farlo ogni giorno correttamente?

  • aprire le finestre e le porte per non più di 10 minuti, in particolare in inverno, per non disperdere il calore;
  • aprire preferibilmente quelle su zone meno inquinate, ad esempio dal traffico, e non nelle ore di punta, meglio la mattina presto;
  • non aprire la porta del bagno dopo aver fatto la doccia, perché l’umidità potrebbe invadere le altre zone della casa;
  • aprire la finestra dopo aver fatto la doccia, perché è bene che il vapore fuoriesca unicamente da lì;
  • il tasso di umidità in casa non dovrebbe superare il 55% e potete tenerlo sotto controllo mediante un igrometro, se non avete già un impianto di climatizzazione che se ne occupa.

Pulizia degli ambienti

Sembra paradossale ma la maggiorparte dei prodotti di uso comune contengono sostanze chimiche nocive o pericolose che, liberate in ambiente, vengono in contatto con le persone per inalazione o per contatto con mani e/o altre parti del corpo. Particolare attenzione va riservata ai soggetti più fragili, come i bambini, gli immunodepressi, gli anziani…

Quali sono i prodotti e le sostanze più pericolose presenti nei prodotti per la pulizia ?

Candeggina, Ammoniaca, Borace, Soda caustica, Acido muriatico, Formaldeide, Composti di ammonio quaternario, Etanoloammine, Toluene, Profumi e deodoranti per ambienti.

Quali sono i comportamenti corretti ?

  • prima di utilizzare i prodotti leggi attentamente le istruzioni e rispetta i dosaggi raccomandati, facendo attenzione ai simboli di pericolo sulle confezioni;
  • usare preferibilmente prodotti ecologici e bio compatibili, privi di sostanze chimiche nocive;
  • usare la temperatura piuttosto che la chimica di sintesi;
  • usare acqua e sapone e/o alcool etilico al 75% e/o ipoclorito di sodio al 10%. Comunque usare guanti e dispositivi di protezione individuali;
  • non miscelare i prodotti per la pulizia, in particolare quelli contenenti candeggina e ammoniaca, con altri prodotti;
  • sia durante che dopo la pulizia o la sanificazione arieggiare adeguatamente gli ambienti.

Materiali da costruzione 

Fermo restando che sono importanti tutti i materiali con cui sono costruiti gli ambienti in cui viviamo, assumono particolare valore i materiali di finitura (le pitture, gli intonaci, i pavimenti, i trattamenti del legno come soffitti, porte e parquet, i rivestimenti, le colle, alcuni tessuti,…) perchè sono quelli più a diretto contatto con le persone.

In particolare questi materiali contengono sostanze che ne rendono facile l’applicazione e ne aumentano le prestazioni in termini di durata e rapporto qualità/prezzo. Nella stragrande maggioranza dei casi queste sostanze (solventi, additivi, cariche, ecc…) sono prodotte da sintesi chimica in laboratorio e, siccome sono spesso altamente volatili vengono rilasciate in ambiente, in grande quantità durante l’applicazione e, via via più lentamente, nel corso della vita utile dell’edificio.

Si tratta dei VOC (Composti Organici Volatili) che, essendo di dimensioni ultrafini, possono penetrare direttamente nel nostro organismo creando danni anche molto gravi.

Delle possibili patologie parlerò nella prossima pillola intanto riporto un elenco sintetico dei VOC più diffusi nei nostri ambienti.

Idrocarburi alifatici (combustibili, detersivi, refrigeranti, cosmetici, aromatizzanti); Idrocarburi alogenati (pesticidi, refrigeranti, sgrassatori); Idrocarburi aromatici (vernici, pitture, colle, smalti, lacche, detersivi); Alcoli (detersivi, vernici, diluenti, adesivi, cosmetici); Aldeidi (fungicidi, isolanti, germicidi, resine, disinfettanti, pannelli in truciolato o altri semilavorati lignei).

Sistemi impiantistici: il riscaldamento.

Dato che negli ambienti chiusi l’aria è ricca di sostanze in sospensione, che possono venire in contatto con le persone per inalazione o per contatto con varie parti del corpo, è preferibile adottare sistemi per il riscaldamento e il raffrescamento che non siano basati sul fenomeno della convezione, proprio per limitare la circolazione dell’aria con tutto il suo carico di pulviscolo, batteri ecc…

I sistemi più efficaci sono quelli radianti, a pavimento parete o soffitto, perchè lavorano a bassa temperatura e quindi non cedono all’aria il calore necessario a diventare più leggera e quindi migrare verso il soffitto per poi, raffreddandosi, tornare più pesante e calare verso il pavimento, in quel movimento convettivo da evitare.

A mero titolo di esempio vi svelo che i “baffi” neri che appaiono in prossimità dei radiatori, o si formano negli angoli delle stanze, altro non sono che le polveri, spesso carbonizzate per l’alta temperatura dei radiatori stessi, che si depositano sulle superfici. Quelle che non si depositano le spazziamo via quando facciamo le pulizie oppure le inaliamo.

Quindi, se possibile, evitare i ventilconvettori (fan-coil) che hanno addirittura le ventole per aumentare la circolazione dell’area, usare pure i radiatori ma aumentando il numero di elementi per tenere più bassa la temperatura dell’acqua che proviene dalla caldaia, preferire senz’altro il riscaldamento radiante, a pavimento o a soffitto.

Sistemi impiantistici: il condizionamento.

Gli impianti di condizionamento o raffrescamento, se non ben progettati, realizzati e manutenuti, possono nascondere numerose insidie per la salute di chi vive negli ambienti chiusi.

La sindrome più nota è dovuta al batterio della legionella, apparso per la prima volta nelle canalizzazioni che distribuiscono l’aria trattata negli uffici statunitensi, quelli in cui si divertono a passare i vari Bruce Willis, Tom Cruise & C. nelle loro missioni impossibili. Ebbene, in quei canali il batterio trova le sue condizioni ideali per temperatura e umidità dovuta alla condensa che si forma sulle pareti. 

Inoltre intere colonie di microorganismi possono annidarsi e proliferare negli impianti in cui ci sia acqua stagnante come umidificatori, vaporizzatori, frigoriferi, impianti idrici, impianti solari termici…

Per quello che riguarda noi, per le tipologie di impianti diffuse alle nostre latitudini, oltre ad una corretta progettazione e realizzazione, è sufficiente preoccuparsi di:

  • pulire periodicamente i filtri dei dispositivi,
  • posizionare le prese d’aria esterna lontane da fonti inquinanti come strade trafficate e/o altre sorgenti di emissioni nocive,
  • garantire che i fluidi degli impianti (aria o acqua) non rimangano a lungo fermi e stagnanti ma siano periodicamente tenuti in movimento.

Conclusioni

Sperando di aver fornito elementi utili a chi in questi giorni ha più tempo per leggere, riflettere e valutare, concludo queste note con il consiglio più importante: per interventi complessi e di una certa entità è fondamentale rivolgersi a professionisti competenti e aggiornati ma cambiare le abitudini sbagliate e adottare buone pratiche virtuose è un impegno che spetta a tutti!

Buona lettura e per qualunque approfondimento o chiarimento non esitate a contattarmi.

e.r.g.o.

p.s.: e.r.g.o. è l’acronimo del mio nuovo essere digitale e significa egidio raimondi green optimizer… quello che faccio lo spiego nelle sezioni del blog e nei prossimi post!

Se non vuoi aspettare e hai qualcosa di urgente di cui chiedermi non esitare a contattarmi scrivendomi a egidio@egidioraimondi.com oppure lascia un commento

 

 

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