Filiere e processi virtuosi per un’edilizia a km zero, secondo l’Ordine degli architetti di Firenze. Da scarti provenienti dalle lavorazioni dell’agricoltura tipica toscana a materiali per costruire e arredare le case, con guadagni per i produttori e per l’ambiente: torna a Firenze l’appuntamento con Agritettura, un’iniziativa curata dalla commissione Das (dibattito architettura sostenibile) dell’Ordine degli architetti di Firenze che – dopo l’edizione del 2016 – si concentra quest’anno sull’utilizzo degli scarti provenienti dall’agroalimentare in architettura, attraverso filiere di trasformazione nella visione più ampia di economia circolare. Maggiori informazioni:http://www.greenreport.it/news/agricoltura/dagli-scarti-agricoltura-materiali-costruire-arredare-case/
Autore: E.R.G.O.
Riflessioni sul concetto di temporaneo. La recente vicenda del sequestro del padiglione progettato da Stefano Boeri a Norcia basata tutta sul significato di “temporaneo” mi fornisce un assist per fare qualche riflessione su questo interessantissimo concetto. Aggiungere allo spazio, per sua natura tridimensionale, la quarta dimensione…., quella temporale, è cosa su cui si riflette da anni e su cui sono state svolte interessanti ricerche nelle aule delle università e diverse applicazioni, più o meno sperimentali, nell’amministrazione di alcune città. Nel caso specifico di Norcia il “temporaneo” è legato al tempo che verrà impiegato per la ricostruzione delle aree distrutte dal sisma e quindi, pur non avendo letto le carte, mi avventuro nel giudicare l’intervento della magistratura come fuori luogo e fuori misura. Quel padiglione aveva lo scopo di mantenere salda una comunità, con la sua identità, attraverso un luogo di aggregazione in cui la vita potesse continuare oltre il sisma e si potessero ritrovare…
Mercoledì 21 marzo su Lady Radio si parla delle grandi novità per Piazza Pier Vettori! Alle ore 10.30, ce le raccontano a Firenze nel Cuore l’assessore comunale Alessia Bettini e l’architetto Egidio Raimondi, vicepresidente di SaveTheCity. In studio a condurre Francesco Pini e Francesca Leidi. NON MANCATE! Maggiori informazioni:http://www.savethecity.it/a-firenze-nel-cuore-si-parla-di-piazza-pier-vettori/
Un gioco di parole per affermare l’urgenza di rimettere l’uomo al centro del processo di produzione degli spazi di vita. Il 28 febbraio scorso ho partecipato all’inaugurazione della mostra Lucien Kroll, tutto è paesaggio, un’architettura abitata, allestita a cura di Vittfrida Mitterer e Patrizia Colletta presso la Casa dell’Architettura di Roma. Organizzata dalla Fondazione Bioarchitettura, in collaborazione con Casa dell’Architettura di Roma, Citè de l’Architecture et du patrimonio di Parigi e Ordine degli Architetti PPC di Roma, sarà visitabile fino al 16 marzo prossimo. Ho conosciuto Lucien Kroll nei primi anni del 2000, in occasione del Master in Bioarchitettura che frequentai tra Bologna e Roma, sotto la guida entusiasmante del compianto Ugo Sasso e, ogni volta che passa da queste parti, corro a salutarlo e ringraziarlo per essere stato uno dei maestri che hanno cambiato il mio modo di vedere l’architettura, la società, la vita. Lucien Kroll ti affascina mostrandoti immagini di affollate riunioni…
Dopo il progressivo allontanamento dai temi ambientali, il progetto sta tornando indietro? Scrivo questo post nella veranda, tutta vetrata, di un hotel sulle Dolomiti. Intorno a me tutto completamente imbiancato da una neve caduta copiosa per giorni, dentro un tepore e un comfort difficili da trovare in ambienti con climi anche meno aspri. Tutte le volte che mi trovo da queste parti è inevitabile pensare a come qui abbiano saputo mantenere un rapporto di assoluto equilibrio tra ambiente naturale, ambiente costruito e uomo. Certamente anche qui l’edilizia ha proliferato e le valli sono molto più abitate rispetto a quanto si vede nelle foto d’epoca, anche solo di 50 anni fa. Gli insediamenti si sono coagulati lungo le grandi strade di comunicazione che, appunto, scorrono nei fondovalle, sfruttando lo spazio creato dai fiumi, con i loro sedimenti, trascinati giù dalle montagne. Tuttavia risulta difficile parlare di cementificazione selvaggia, non solo perché il materiale più…
Innovativo appuntamento promosso dal Consorzio Cortexa dove hanno partecipato illustri esperti del settore, sul tema della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente. Intervista all’Arch. Egidio Raimondi – Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC di Firenze Maggiori informazioni:http://cortexa.it/index.php/it/54-formazione/corsi-online/271-talk-show-19-maggio-2017-l-edificio-del-futuro.html Maggiori informazioni:https://www.infobuildenergia.it/notizie/come-progettare-l-edificio-del-futuro-scopriamolo-in-un-talk-show-5673.html Maggiori informazioni:https://www.edilportale.com/news/2017/05/aziende/cortexa-come-progettare-l-edificio-del-futuro_58101_5.html Maggiori informazioni:http://www.impresedilinews.it/come-progettare-ledificio-del-futuro/ Maggiori informazioni:https://www.isover.it/news/cortexa-propone-il-talk-show-online-come-progettare-ledificio-del-futuro-iscriviti-e-partecipa Maggiori informazioni:http://www.informest.it/blog/post.aspx?id=557
In studio con Egidio Raimondi, Roberto Marzano e Marina Munoz Duran per diffondere alle persone i principi del vivere e dell’abitare sano; con Adamo Bigalli, Giusy Di Meo e Luigia Bassan di ENPA Valdarno per parlare di adozione dei cuccioli; Tommaso Bencistà Falorni di Frida Firenze per mostrare i collari chic per cani; e poi spazio a “Mai più da soli” la nuova campagna della Fondazione Il Cuore si scioglie, in collaborazione con il Movimento Shalom e Sole Onlus. In cucina con Serena Galli per imparare l’arte del cake design. Maggiori informazioni:http://www.rtv38.com
Nuove forme di agricoltura urbana per un futuro migliore Il fenomeno della migrazione della popolazione dalla campagna verso la città è un trend che ha visto alti e bassi ma, attualmente, oltre il 50% della popolazione mondiale vive in contesti urbani. Si è trattato di una vera e propria fuga dalle zone rurali, iniziata con la prima rivoluzione industriale alla fine del Settecento del secolo scorso, e proseguita costantemente senza mai arrestarsi. Il boom della fuga in città noi italiani lo abbiamo vissuto nel secondo Dopoguerra, quando il boom economico generato dalla ricostruzione postbellica ha attirato i contadini, soprattutto dal Sud del Paese, nelle città del Nord. Il contadino con “la scarpa grossa e il cervello fino” ha visto nel lavoro in fabbrica la possibilità di riscatto sociale attraverso la disponibilità di un salario fisso con cui accedere al mondo dei consumi, per comprarsi la lavatrice, la radio, il televisore, l’automobile… Dopo un…
