Autore: E.R.G.O.

Una città su due ruote! Scrivo queste note a tre anni di distanza ma con il ricordo ancora nitido di una città che, nonostante il clima dovuto alla sua latitudine, ha una dimensione talmente a misura d’uomo, ma forse dovrei dire a misura di donna, che ti fa sentire subito a casa. Appena ci si immette nel flusso urbano si rimane impressionati dalla quantità di bicilette, parcheggiate o in movimento, che caratterizzano veramente lo spazio diventandone il marchio caratteristico. Si tratta senz’altro del mezzo di trasporto principale, intorno al quale ruota tutto il resto della mobilità, dal tram ai battelli, dal treno al taxi… relegando le auto private all’ultimo posto della scala dei valori, individuate più come problema che come soluzione. Se ne vedono davvero poche, transitare in corsie secondarie (le principali sono per le biciclette), dare sempre la precedenza a pedoni, tram e biciclette, e non sono certo modelli da…

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Grande successo della terza edizione del premio Firenze nel Cuore, organizzata dall’Associazione Save the City Onlus, di cui mi onoro di essere vice presidente. La cerimonia ha visto la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio gremita di cittadini, imprenditori, professionisti, istituzioni, organi di stampa. Per i dettagli sui premiati, le curiosità e le immagini della serata rimando alle pagine del sito ufficiale di Save the City e alla pagina Facebook. Approfondimenti:

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L’ambiente influenza la nostra salute e noi cosa facciamo? …possiamo influenzare l’ambiente. Sono ormai vent’anni che numerosissimi studi hanno portato all’evidenza scientifica il fatto che molte, se non tutte, le patologie di cui l’umanità soffre sono influenzate e spesso generate dalle condizioni ambientali in cui viviamo. La cosa è interessante perchè chiama in causa in modo diretto chi progetta e governa gli ambienti di vita: gli amministratori pubblici e gli architetti. In particolare gli architetti progettano lo spazio outdoor inteso come lo spazio pubblico, le città e il territorio, e quello indoor inteso come gli edifici e gli ambienti confinati in genere, in cui trascorriamo mediamente il 90% del nostro tempo di vita. Gli studi statistici, epidemiologici e genetici dimostrano come le patologie degenerative, infiammatorie e neoplastiche siano in aumento nelle nostre società, in particolar modo tra i soggetti più giovani e nei contesti più sviluppati nel Nord del mondo. Una ulteriore prova dell’influenza dei fattori ambientali ambientale…

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Pensieri sulla mostra al museo di Santa Maria Novella Qualche giorno fa ho visitato la mostra che Aboca ha dedicato al rapporto con la botanica che ebbe Leonardo da Vinci, nell’ambito delle iniziative per il Cinquecentenario della sua morte. La mostra dura fino al 15 dicembre prossimo e i curatori sono tre, vere e proprie star nel panorama internazionale. Il prof. Stefano Mancuso, geniale per aver trovato la giusta chiave comunicativa della neurobiologia vegetale per far passare il suo messaggio: le piante comunicano tra loro, sono sensibili, hanno emozioni e sono la Nazione più grande sul pianeta! Il prof. Fritjof Capra, fisico quantistico a Berkley che da oltre trent’anni diffonde la necessità di un approccio olistico al mondo, alla vita, dimostrando come tutti gli elementi del mondo siano strettamente connessi tra loro e focalizzando la sua ricerca e i suoi studi proprio su quelle relazioni. Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca,…

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La città del caos calmo Quando visito una città sono attratto dal suo carattere… fatto dalle persone, dagli edifici, dallo spazio pubblico, da suoni e odori, dal cibo… tutto quello che si può considerare l’identità di un luogo o, per dirla con Norberg-Schultz, il genius loci. Quando poi ci torno dopo alcuni anni mi piace coglierne i cambiamenti, in parte dovuti anche al mio diverso punto di vista… ai diversi “occhiali” che indosso, determinati dall’età, dai vissuti, dall’esperienza, dalle persone incontrate nel frattempo, dai libri letti…. Quando la città è Barcellona il carattere che si percepisce con più forza ed evidenza è senza dubbio la tenacia e la perseveranza. Il simbolo assoluto di ciò è senza dubbio la Sagrada Familia, la chiesa che progetto e iniziò a costruire Antoni Gaudì, che negli ultimi mesi di vita ci dormiva e ci lavorava un uno studiolo che aveva allestito e che è ancora lì, visibile…

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Nell’ambito di Scali Urbani, iniziativa organizzata dall’Ordine degli Architetti PPC di Livorno, Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Architettura di Venezia, è stato invitato a tenere una Lecture basata su una graphic novel, dal titolo Ritorno a Zombiecity. Dopo la lecture lo stesso Melis ha posto a cinque architetti, impegnati sui temi della sostenibilità, domande sul modo di comunicare il messaggio nuovo, al fine di promuovere e stimolare il cambio di paradigma degli attori del processo di sviluppo, tutela e governo delle città e dell’ambiente in genere, costruito e naturale. Io ho avuto l’onore di essere uno tra quei cinque partecipanti al dibattito moderato da Melis.

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Dopo 12 milioni di anni siamo nell’era determinata dall’uomo. È da poco uscito nelle sale il film-documentario che illustra il lavoro di un gruppo di scienziati impegnati a dimostrare che ormai la vita del nostro pianeta è influenzata e determinata dalle azioni umane. Vale a dire che i segni lasciati dall’uomo saranno indelebili e, un ipotetico geologo che decidesse di fare carotaggi e scavare nel suolo terrestre tra qualche millennio, troverebbe i segni del passaggio dell’uomo! Si potrebbe sintetizzare nella frase: l’impronta umana cambia la geologia. La tesi di geologi e scienziati del gruppo di lavoro Antropocene è che oggi ci troviamo a vivere una nuova era geologica collocata dopo l’Olocene, che ormai può considerarsi concluso, che può essere definita come l’età dell’uomo. Gli impatti dell’attività vitale umana sulla terra vengono elencati con immagini straordinarie (uno degli autori è un fotografo paesaggista) e descritti con dovizia di particolari e abbondanza di dati…

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Il mercato del lavoro nella società liquida. Qualche giorno fa ho letto un articolo in cui ho scoperto che tra i giovani non ci si chiede più “che lavoro fai?” o “di cosa ti occupi?”, ma ci si domanda: “qual’è la tua barra?”. Per barra si intende lo “slash” sulla tastiera, come segno separatore di due o più cose alternative e, nel caso specifico, sta a significare che ormai i giovani fanno almeno due/tre lavori contemporaneamente. Si tratta di un cambiamento epocale dovuto all’evoluzione del mercato del lavoro che sta ormai ufficializzando la fine del posto fisso, rimpiazzato da lavori precari e mutevoli rapidamente nel tempo. Ormai si calcola che un giovane che si affacci oggi al mondo del lavoro cambierà, nell’arco della sua vita lavorativa attiva, fino a 15 tipi diversi di lavoro. Solo 20 anni fa una cosa simile era inimmaginabile! Eppure per i ragazzi di oggi è assoluta normalità.…

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