AGRITETTURA STORY 23 MAGGIO 2019: IL DESIGN E “LA DOPPIA VITA DELLE BUCCE” Il green design, ovvero la progettazione sostenibile, nasce dalla reazione alla crisi ambientale globale: questo evento vuole essere un manifesto dedicato al valore dell’uso consapevole degli oggetti e alla convinzione che sia importante e necessario che contengano idee, valori, speranze utili ad immaginare un futuro in cui il consumo diventi pensiero e scelta. 16 MAGGIO 2019: IL RESTAURO IN PUNTA DI…SCARTI È tempo di restauro sostenibile! La conservazione responsabile dei beni culturali è al centro di questa giornata di studio. Si affronteranno i temi della conservazione dei beni culturali, facendo il punto sulle nuove metodologie per un restauro sostenibile alla luce dei nuovi passi avanti fatti dalla ricerca su materiali e sostanze a basso impatto per la salute e per l’ambiente. RASSEGNA STAMPA Scarica la rassegna completa 22 MARZO 2018: ALIMENTIAMO LA RETE: DAL DIRE AL FARE Il gruppo…
Autore: E.R.G.O.
I punti critici da considerare per avere un buon isolamento Nell’ultimo post ho fatto una carrellata introduttiva sul tema dell’isolamento termico degli edifici, considerando le varie tipologie possibili di materiali da utilizzare e le tecnologie più idonee, a seconda del risultato che si vuole ottenere. Oggi voglio affrontare i punti critici di qualunque isolamento che, se non ben risolti, rischiano di vanificare gli effetti di tutta l’operazione e far buttare via i denari investiti, per non parlare di eventuali danni che possono insorgere a carico dell’edificio oggetto dell’intervento. Il più importante e delicato, a mio avviso, rimane sempre il cosiddetto “foro muro”, cioè il perimetro di “confine” tra l’infisso esterno e la muratura in cui è inserito. Qui si creano infatti, molto spesso, ponti termici dovuti a incomprensioni tra gli operatori o a scarsa consapevolezza del problema in termini di rapporto costo/beneficio. Molto spesso infatti si sentono i rivenditori/installatori di serramenti chiedere…
Cosa sapere per scegliere il sistema di isolamento Termico più adatto. Il caldo torrido di questi giorni porta alla ribalta della sensibilità di ciascuno di noi, esperto o profano che sia, il tema dell’adattamento alle nuove condizioni climatiche. È ormai un dato certo che in futuro avremo un clima sempre più estremo, privo di quelle stagioni intermedie che consentivano di adattarsi al cambio delle temperature e al sopraggiungere delle piogge, e ricco di manifestazioni violente, come nubifragi e tempeste di calore, con evidenti ripercussioni sul delicato equilibrio idrogeologico del nostro bel Paese. La cosa su cui vorrei porre l’attenzione con queste note è che, non è solo il genere umano che subisce pesanti disagi nell’adattarsi forzoso a cambiamenti così repentini e intensi, ma si tratta di un fenomeno che riguarda anche l’ambiente costruito. Se consideriamo gli edifici e i loro agglomerati, dal piccolo borgo all’intera città, come organismi viventi interessati…
Tutte le insidie di un’attività apparentemente semplice Quando il noto volto televisivo appare negli spot per convincere che ristrutturare una casa, un ufficio o altro luogo di lavoro è facile e costa poco (a partire da 250,00 €/mq se ricordo bene) la totalità degli operatori del settore cambia canale o schiaccia il telecomando sotto una pedata ben assestata. Premesso che è ben lungi da me l’intenzione di farla apparire difficile per difendere gli interessi della categoria dei progettisti, e dei tecnici in genere, che si vedono sottrarre lavoro o comunque erodere lo spazio di influenza e di azione. Ma rivendicare il possesso della competenza necessaria a gestire una ristrutturazione, districandosi nella giungla normativa, scegliendo forme, dimensioni e qualità spaziale degli ambienti, valutando i materiali e i sistemi costruttivi più adatti allo scopo, mantenendo il budget di spesa previsto, guidando il committente fino alla meta, quello sì! In un vecchio articolo…
il filo che lega Leonardo da Vinci a Van Gogh Quest’anno ricorre il cinquecentenario della nascita di Leonardo da Vinci, a mio avviso il più grande genio di tutti i tempi. L’uomo frutto di quell’irripetibile momento storico che fu il Rinascimento, che seppe integrare le arti con la scienza, il bello con l’utile, l’osservazione con la parola… Sappiamo tutti quello che fece Leonardo, più o meno, ma non tutti sanno qual era la sua caratteristica fondamentale, l’intuizione su cui basò tutta la sua ricerca e la sua copiosissima produzione. Nel Cinquecento lui capì che tutte le singole parti che compongono il mondo sono connesse reciprocamente, le une con le altre. E che ognuna di esse ha ragion d’essere e di esistere solo in virtù delle connessioni che ha con le altre. Questa armonia fa si che la natura, gli organismi viventi, i sistemi complessi possano autoregolarsi, mantenersi, rigenerarsi, in un continuum…
La città vista dai tanti edifici “panoramici” da cui è possibile percepire la grandeure, vera identità di un popolo. Ricordo delle riflessioni di Le Corbusier sulle “visioni“ dell’architettura, in cui notava le differenze tra percepire un’architettura, edificio, città, paesaggio, a seconda della modalità con cui ci si muoveva al suo intorno/interno. Proviamo ad attualizzare queste riflessioni facendo un upgrade ad oggi. Le Corbusier analizzava in particolare le visioni dal treno, che faceva scorrere le immagini dal finestrino fugacemente come frame di una pellicola, le visioni dall’automobile che consentiva la libertà di fermarsi per indugiare su quanto ritenuto interessante. Ricordo ancora la percezione del pedone o del ciclista, la più rilassante e quella che consentiva un maggiore approfondimento dei dettagli e la possibilità di cogliere il genius loci, dato che si era immersi nella realtà che si stava osservando. La visione che sembrava la più rara e improbabile era quella dall’aereo, che consentiva di abbracciare ampie porzioni di territorio in…
Com’è cambiata la città in 27 anni e come sono cambiato io, allora giovane studente Erasmus? Era il 1991 quando mi fu proposto di aderire al programma Erasmus trasferendomi per qualche mese alla Ecole d’achitecture Paris La-Villette e io accettai in pochi secondi. Eravamo in piena Guerra del Golfo e la città era zeppa di forze dell’ordine e controlli serrati, ricordo i corpi speciali nel metro, in assetto antisommossa e dobermann inquieti, difficili da tenere al guinzaglio. Dopo tutto questo tempo mi diverto a fare un’operazione di verifica su come e quanto la città sia cambiata, nella sua edilizia, nell’assetto urbanistico, nel tessuto sociale, nell’identità. E allora ripercorro i luoghi del mio quotidiano di allora e, preso il metro alla Gare de Lyon affioro a Chatelet-Les Halles dove trovo il primo grande cambiamento: il Forum non c’è più! è stato appena coperto con una sorta di carapace in vetro e…
La città pensa continuamente al suo futuro… non solo edilizio e urbanistico. A Vienna c’è tanta storia, di cui parlavo nel primo articolo di questa breve serie (Loos… is more!) e tanto presente, come raccontavo nel secondo articolo (Tutta un’altra storia) ma c’è anche tanto futuro! un futuro su cui la città e tutta l’Austria investono, da sempre! Non solo università ma anche scuole professionali, che insegnino i “mestieri” manuali ai giovani, per non perdere le conoscenze preziose sedimentati negli anni, quella cultura materiale che tanto fu protagonista a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento del secolo scorso, in Europa e nel mondo. Visitando le scuole professionali ci si trova di fronte ad ambienti assolutamente stupefacenti e nemmeno immaginabili alle nostre latitudini, nemmeno per le università! Ho avuto modo di vistare scuole del Voralberg o della Karinzia, con una tale qualità architettonica e dotazioni impiantistiche e funzionali, laboratori e aule speciali…
