Abitare in ambienti sani ha un senso…anzi cinque! Da tanti anni ormai mi occupo di progettazione sostenibile, stili di vita sani e strategie a basso impatto ambientale, con particolare attenzione agli ambienti confinati, chiusi, indoor che dir si voglia. L’importanza di creare o rendere questi ambienti più sani, meno inquinati e dannosi per la salute umana, rispetto allo standard corrente risiede nel fatto che ci trascorriamo oltre l’80% del nostro tempo, quotidianamente! Non si parla solo di casa infatti, ma di ufficio, fabbrica, scuola, cinema, teatro, palestra, discoteca, bar, ristorante, ambulatorio… Ma come può una persona che non abbia particolari competenze tecniche e/o sensibilità distinguere un ambiente sano da uno insalubre, un materiale innocuo da uno tossico, una buona pratica da un comportamento impattante? Cominciamo col dire che non è affatto cosa facile. Si tratta di liberarsi da decennali “incrostazioni”, che il potente marketing delle multinazionali del petrolio e della chimica di sintesi ci…
Autore: E.R.G.O.
La straordinaria coesistenza di epoche diverse Se c’è una cosa, che più di tutte colpisce girando per le strade e le piazze di Vienna, è la grande varietà di stili, epoche storiche, forme, colori, dimensioni, linguaggi espressivi architettonici… che si susseguono lungo i fronti strada, nelle cortine murarie e sui fondali scenografici delle piazze. Vi si può trovare l’austero Rinascimento, il prorompente Barocco, l’imperiale Ottocento, il funzionale Movimento Moderno, l’edilizia popolare del boom socialista tra le due guerre, i grattacieli direzionali in acciaio vetro. E non importa se a pochi metri c’è il Duomo, il Teatro dell’Opera o il Palazzo del Municipio o di qualche Ministero. Ma non importa neppure se c’è un parco storico o il Danubio. Apparentemente tutto è consentito. Ogni edificio ha la sua dignità, che è uguale a quella che ha l’edificio pre-esistente accanto. L’importante è che ognuno sia espressione del tempo in cui viene concepito…
Guest post di Alessio Mitola fotografo E’ con grande piacere che ospito un articolo scritto dall’amico Alessio Mitola che, anni fa, fu mio allievo durante uno stage di Bioarchitettura. Guardando le sue foto, di architettura e non, si percepisce che ha una sensibilità oltre lo standard, che gli consente di cogliere sfumature e trasmettere emozioni valicando il confine tra il tecnico e l’artista. Quando gli ho proposto di scrivere un articolo è stato un po’ titubante ma leggendolo ora posso dire che ci avevo visto giusto, e le riflessioni che fa sul comunicare l’architettura attraverso la fotografia rendono ancora più inspiegabile constatare che la stragrande maggioranza dei colleghi non si preoccupa più di tanto di questo aspetto. Sono ancora più convinto che ogni architetto dovrebbe avere un rapporto di stretta sinergia con un fotografo, che valorizzerebbe il suo lavoro rendendolo più efficace in maniera esponenziale! Ringrazio Alessio, vi auguro buona…
Adolf Loos e i suoi progetti ancora attualissimi. Da poco più di una settimana sono a Vienna e, girando per le strade di questa città austera, elegante, ricca… imperiale, si incontrano le architetture di quel genio polemico e contraddittorio che fu Adolf Loos, architetto vissuto a cavallo dei Secoli XIX e XX. Nato a Brno, nell’allora Cecoslovacchia, è noto per uno dei suoi motti che esaltava le istanze funzionali rispetto a quelli decorativi. “Ornamento è delitto” diceva, e ne dimostrò la validità nei suoi progetti più riusciti. Personaggio primario del movimento funzionalista, da cui ebbe origine poi il Razionalismo, diede un forte impulso al gusto architettonico moderno, tanto che le sue opere risultano ancora attuali. Attento osservatore dei fenomeni culturali e sociali negli altri paesi d’Europa e negli Stati Uniti, in cui visse per tre anni, faceva continue comparazioni tra le innovazioni e le evoluzioni del gusto rispetto all’attaccamento alla tradizione dei reazionari austriaci, che…
Rubrica giornaliera di approfondimento sui territori e le vicende dal cuore della Toscana. Ospiti, interviste e servizi per fare il punto su aspetti diversi della nostra regione, con un’attenzione particolare ai comuni della provincia fiorentina. Vedi la puntata andata in onda il 01.02.2019 Leggi il mio articolo qui Venerdì 22 novembre alle ore 21, Veronica Arpaia presenta il libro “Tempo di muri. Da Berlino a Trump” (ed. Luni editrice) Incontro con l’autrice Veronica Arpaia. Intervengono Luigi D’Andria (Sportello dei cittadini di Firenze) e Egidio Raimondi (architetto). Coordina Cristina Tosto Negli ultimi quindici anni, numerosi governi, occidentali e non, hanno scelto di erigere muri ai propri confini. Queste barriere striano la terra per un numero di chilometri che eguaglia oramai la metà della sua circonferenza. Ma come sono nati i muri, quali le leggi – se vi sono – che ne hanno consentito la costruzione? L’iniziativa si è svolta nell’ambito della terza edizione…
Il libro di Veronica Arpaia invita alla riflessione su un tema tanto mediatico quanto sottovalutato. Il tema dei “muri” è oggi di estrema attualità e almeno due o tre volte la settimana ne sentiamo parlare nei notiziari nazionali, ne leggiamo sulla stampa e li incontriamo sui social network. Costruire muri per rendere impenetrabili confini tra stati, per dividere territori, per affermare la propria forza contro i più deboli, per limitare la libertà altrui a vantaggio del proprio business… pare essere diventata la maggiore occupazione di molti leader politici, da Oriente ad Occidente, dall’antichità ai giorni nostri. Anche il tema dell’ultima Biennale di Architettura di Venezia, il cui titolo era “Freespace”, in fondo parla di muri che rendono lo spazio meno libero per la fruizione dei cittadini del pianeta. Lì si parlava non solo di muri fisici ma anche di muri immateriali, che impediscono il libero accesso alle risorse primarie come acqua ed energia. Si parlava inoltre…
Considerazioni su una tecnologia che sembra esaurita ma ha ancora tanto sviluppo davanti – terza parte Con questo ultimo post chiudo la trilogia di articoli sulla tecnologia fotovoltaica per la produzione di energia elettrica. Dopo aver descritto lo stato dell’arte nel presente e parlato del passato, con alcuni cenni storici, vi parlo del futuro di questa tecnologia che appare molto roseo anzi…direi azzurro, ma che dico azzurro…. di tutti i colori! Una prima considerazione da fare riguarda la scala disciplinare in cui è stato affrontato e sviluppato il tema del fotovoltaico. L’inizio lo si deve agli scienziati che, scoperto il fenomeno fisico, hanno svolto le ricerche e gli approfondimenti necessari a rendere la tecnologia disponibile per le applicazioni pratiche. Hanno percorso cioè tutto lo spazio che serve per portare a termine la ricerca pura, con adeguati risultati, per poi passare alla ricerca applicata, con le sperimentazioni sul campo e le implementazioni e correttivi, fino agli affinamenti che hanno portato a rendere la tecnologia matura,…
Considerazioni su una tecnologia che sembra esaurita ma ha ancora tanto sviluppo davanti – seconda parte Nel mio ultimo articolo ho tracciato l’evoluzione del fotovoltaico in Italia negli ultimi 15 anni, dalle prime campagne di incentivazione ad oggi. Ma cos’è di preciso un impianto fotovoltaico? Come funziona? Cercherò di spiegarlo senza usare un linguaggio troppo “tecnico”. La tecnologia basata sul solare fotovoltaico rientra tra quelle per la produzione di energia da fonti classificabili come rinnovabili. Per rinnovabile si intende una fonte che si rigenera e si considera non esauribile nella scala dei tempi “umani”. E’ che chiaro che se un giorno dovesse “esaurirsi” il sole, diciamo che quello della produzione di energia non sarebbe più il problema prioritario. A questo proposito mi piace citare la frase di un amico, Marco Matteini, da sempre impegnato nel settore delle energie rinnovabili, che ad un convegno in cui si contrapponevano le ideologie rinnovabile/nucleare, ebbe a dire che…
